A breve si festeggerà in tutto il mondo “La settimana della Cucina Italiana” (14-20 novembre) e noi di Cuciniamo Italy non potevamo non dedicare questo articolo ad uno dei mestieri più storici che si nasconde proprio dietro alla tradizione culinaria italiana.

Se dovesse interrogare qualche giovane italiano per la strada e gli si chiedesse che cosa sia la “sfoglina emiliana”, penso che la gran parte di questi risponderebbero “la pasta fatta in casa” alla base di ravioli, lasagne ed altro.

Read this article also in English and German.

Non tutti sanno, infatti, che dietro la parola “sfoglina” si cela in realtà una persona in carne ed ossa, il cui mestiere è uno dei più antichi e affonda le sue radici nella lunga tradizione culinaria italiana. Se si volesse dare un’immagine grafica a questa attività, dobbiamo allora immaginarci una signora di mezza età con il mattarello in mano, che lavora l’impasto e lo stende fino ad ottenere una sfoglia sottile e ideale da essere tagliata e formata a seconda della ricetta desiderata.

Il mestiere della “sfoglina” è un’arte che è sopravvissuta ai secoli di storia e di cambiamenti tecnologici ed oggi è stato riconosciuto come “mestiere ufficiale” e non più come un’arte occasionale. È una di quelle attività che in Italia ci riporta ai tempi delle nostre nonne e soprattutto ai sapori genuini di casa. A quando la domenica mattina ci si svegliava e in cucina si sentiva lo scricchiolio del tavolo che ondeggiava al movimento del mattarello srotolato con vigore per stendere l’impasto. Per lo più erano le nonne che svolgevano questo mestiere e all’ora di pranzo, con il loro grembiule ancora imbrattato di farina si presentavano a tavola con in mano un piatto pieno di fumanti tagliatelle.

Per chi ha vissuto questa tradizione in casa sa sicuramente che il mestiere della sfoglina ha messo le sue radici nella parte centrale dell’Italia, con particolare riferimento all’Emilia Romagna. Bologna, Forlí, Ravenna e tante altre ancora sono le città simbolo della lavorazione in casa della pasta all’uovo. Ottenere una sfoglia perfetta non è un lavoro semplice, oltre a farina e uova ci vuole l’aggiunta di un ingrediente nascosto, ovvero la manualità abbinata a tanto amore e passione. Il cappelletto o la tagliatella perfetta si riconoscono, oltre che dal sapore, dalla consistenza della pasta all’uovo utilizzata, che non deve essere né troppo spessa né troppo fine. Le sfogline di una volta rivolgevano la sfoglia verso la finestra contro la luce del sole e in base alla loro trasparenza stabilivano se la consistenza era giusta o meno. Ma oltre al fattore dell’impasto va giudicata la sua ruvidità, il colore e
altro ancora….insomma solo una vera sfoglina sa riconoscere una “sfoglia” perfetta!

Se vuoi conoscere maggiori informazioni leggi l’articolo su cuciniamoitaly.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Cuciniamo Italy (@cuciniamoitaly)

Ravioli Ricotta e spinaci, una ricetta must della cucina italiana ideale per grandi e piccoli intenditori.

Dalla lavorazione della pasta nascano dei succulenti capolavori culinari, come le tagliatelle, i cappelletti e i ravioli. Ogni sfoglina al termine del suo lavoro si diletta a dare forma al suo impasto a secondo della ricetta che ha in mente di preparare.

Una di queste, semplice e gradita a grandi e piccoli, sono i ravioli ricotta e spinaci, la cui preparazione è rapida e, per chi non avesse la giusta manualità per tirare la pasta come le sfogline di una volta, sappiamo che la “nonna papera” (la macchinetta tira pasta) soccorre in aiuto di molti a risolvere questo tipo di problema.

I ravioli ricotta e spinaci sono un piatto completo e il suo ripieno è un’esplosione di sapore fresco e delicato.

Per chi volesse cimentarsi nella sua preparazione consigliamo la ricetta del nostro chef Danilo Angè che su Cuciniamo Italy spiega passo per passo come preparare la pasta all’uovo e il suo delizioso
ripieno.
(PS nel caso li prepariate, mandateci una foto e taggateci @cuciniamoitaly).
Buon appetito!

Ravioli ricotta e spinaci

Ravioli ricotta e spinaci cuciniamo italy di @iorispremoli